Ed è con grande entusiasmo che vi annuncio

che ho scongelato gli spinaci.

Oh, non è mica così banale: dovete mettere gli spinaci in padella, a fuoco basso, dovete aggiungere mezzo bicchier d’acqua, coprire la padella e aspettare (in genere una ventina di minuti) che la magia si compia. Poi aggiungete un po’ di sale e ve li mangiate come contorno di non so cosa (in genere con gli arrosti van benone, ma non mi sbilancerei così tanto).

l'entusiasmo, proprio

A me non piace cuocerli col burro e aggiungere il formaggio, mi son di peso, e comunque cotti così sono a calorie pressoché zero (Dukan, vai a ramengo). Ma ho deciso di postarli lo stesso, nella loro semplicità, chiamiamola così, perché verran buoni anche per futuri e più complessi usi.

Restate sintonizzati. Pubblicità.

 

suppellettili utilizzate: una padella

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Published in: on 04/12/2011 at 23:27  Comments (11)  
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Simone Rugiati ti amo e ti ho copiato una ricetta (1) – Spiedini di caprese

Procuratevi dei bocconcini di mozzarella e dei pomodorini (o pachino o ciliegino; se ciliegino, tagliateli a metà), olio sale e origano, spiedini (da non mangiare).

Vediamo se indovinate il procedimento (secondo me no, ma proviamo lo stesso):

furbi e sfiziosi

 

E va bene, non sarà ‘sta ricetta della madonna, però son simpatici e si presentano bene. E non dovete manco usare le suppellettili!

Published in: on 04/12/2011 at 22:45  Lascia un commento  
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Un investimento per il futuro – l’Orzotto

Lo sapevate che al posto del riso si può usare l’orzo e invece di fare il risotto si può fare l’orzotto?

Io no.

Però ho provato e mi è venuto bene: lo mettete a tostare con una noce di burro, poi sfumate 2 volte col vino bianco. Aggiungete sale e pepe, poi cominciate a cuocerlo aggiungendo pian piano il brodo di dado finché è cotto (in genere ci vogliono 20 minuti o poco più).

Buonino

 

Ora, dopo tutta questa bella descrizione, c’è una cosa che vi voglio confessare: mangiarlo così, tipo primo, uhm, come dire, stoppa un po’.

Il consiglio del genio (cioè ioMUAAHAHAHHAHAHHAHAHHAHA) è il seguente: cucinatelo, lasciatelo raffreddare e mettetelo via. Il giorno dopo trasferitelo in una padella antiaderente e riscaldatelo a fiamma medio-alta: in questo modo si tosterà (è anche un modo per salvarlo se per caso vi è venuto un po’ scotto, sono troppo un genioMUAHAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHHA) e avrà la consistenza giusta per accompagnare qualche secondo di vostro gradimento (non ho consigli, e comunque adesso non esageriamoMUAHAHHAHAHAHHAHAHAH, ‘zzo rido, vabbè).

adesso sì che mi piace

 

suppellettili utilizzate: una pentola per cuocerlo e una padella per riscaldarlo

Published in: on 04/12/2011 at 22:37  Comments (6)  
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Comunicazione di servizio

La presente per informarvi che ho fatto i funghi sciampignòn in umido, cioè son partita con la trifola ma poi ci ho aggiunto la salsa di pomodoro.

no, così, volevo dirvelo

Cordiali saluti.

 

Published in: on 25/09/2011 at 20:45  Comments (34)  
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Pasta aglio olio e peperoncino

Talmente facile che non voglio manco sprecarci le parole.

Padella antiaderente: fondo d’olio, aglio a cubetti, mezzo cucchiaino di peperoncino. Far andare a fuoco medio per 3 minuti.

FOTO AUTOESPLICATIVA - 1

Cuocere la pasta in acqua salata, qualunque tipo di pasta, lo chef (seeeeeeeeee) consiglia la pasta n. 7, capisciammè. Scolare la pasta un minuto prima e buttarla nella padella, che nel frattempo è di nuovo sul fuoco.

Mischiare bene.

Servire.

Mangiare.

FOTO AUTOESPLICATIVA - 2

E ora ditemi quale altro sito di ricette si spreca a spiegarvi come si prepara la pasta aglioliopeperoncino. Tsè.

suppellettili usate: padella antiaderente, pentola, scolapasta.

Published in: on 17/09/2011 at 16:14  Comments (10)  
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La triste storia della melanzana alla non-griglia

C’era una volta una melanzana. Era una melanzana che pensava di passarla liscia.

E invece no: incontro’ la Nina. La quale non solo provvide immediatamente ad aggredirla e affettarla senza pieta’, ma, in un momento di estrema crudelta’, le predisse anche la sua morte: “Niente griglia per te, capito? Non ce l’ho la griglia! Ti arrostiro’ sulla padella normale! UAHUAHUAHUAH!”,  e la povera melanzana, con un sibilo vicinissimo agli ultrasuoni, urlo’ (come nei film dell’orrore che nel momento piu’ terrifico vanno al rallentatore) “NNNNNNOOOOOOOOOOOOOOOO!”.

La Nina, senza alcuna pieta’ ne’ rispetto, la taglio’ a fette, la fece abbrustolire in padella e la condi’ con aglio, olio, sale, pepe e prezzemolo, tie’. E non segui’ neanche il consiglio della mamma (lasciarla macerare un pochino nell’aceto balsamico; a ‘sto giro non l’ho fatto, ma al prossimo…).

UAHUAHUAHUAHbuona

E poi, sapete cosa?, se la mangio’ tutta, nonostante il terrore e lo sgomento della melanzana. Oh, ma d’altronde e’ cosi’ che va il mondo: m’hai provocato? E io me te magno!

suppellettili utilizzate: una padella antiaderente

Published in: on 17/09/2011 at 16:04  Lascia un commento  
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Se qualcosa può andar male, lo farà – Patate al forno

Ho comprato le patate sbagliate, ma a mia scusante posso dire che al super c’erano solo quelle. Ok, forse dovevo cercare meglio, ma MI SEMBRAVA che ci fossero solo quelle.

Poi ho peccato di inesperienza: ho visto preparare le patate al forno talmente tante volte (ciao papà!!!) che pensavo di poterle fare bendata in equilibrio su un piede solo saltellando “torno torno” (come direbbe mia mamma) e tenendo impilati 4 vasi di terracotta sul naso.

Invece sono partita male ed è finita anche peggio! Sono riuscita a cucinare le patate al forno più pesserrime della storia.

Della serie “procediamo a caso”, ho sbucciato e spezzettato le maledette, dopodiché le ho lasciate in acqua per un po’ per far uscire l’amido. dopo un’oretta le ho scolate, messe in teglia, condite con olio, sale, pepe (che col senno di poi non c’entra assolutamente NULLA), aglio a pezzetti, salsa di pomodoro (mezzo bicchiere diluito con un dito d’acqua), farina per far su una protocrosticina che poi non si è formata.

Risultato: dopo un’ora non erano ancora pronte (e in genere lo sono in 45 minuti), mezze crude e mezze cotte, insipide e solo dopo 4 ore mi è venuto in mente che avrei dovuto grattuggiarci su il parmigiano (come se questo avesse potuto risolvere la situazione)!

Insomma, non cucinate patate così.

OVVOVE!

Uffa.

Published in: on 17/09/2011 at 15:49  Comments (5)  

Quando saro’ morta voglio essere ricordata per il mio ragu’

Mettiamo subito in chiaro una cosa: sono una persona schifiltosa (non so se si era capito). E’ anche per questo motivo che cerco di utilizzare meno ingredienti possibile, senno’ poi mi tocca scartare quello che mi fa senso mentre mangio. Per questo faccio il ragu’ senza soffritto. Non odiatemi. In realta’ il mio ragu’ riscuote sempre un successone, ma nessuno sa che lo cucino con n.5 ingredienti, e in un’ora (altro che cottura per ore e ore e ore; oh, io vado a lavorare!). Quindi saro’ magnanima e vi daro’ la ricetta; tenete pero’ in considerazione che non sara’ la ricetta del ragu’ alla bolognese, ne’ del ragu’ meridionale. Sara’ la ricetta del “ragu’ della Nina”.

Ingredienti per 4 persone:

  1. carne trita magra (250g)
  2. barattolo di pomodori pelati
  3. salsa di pomodoro (no polpa, salsa)
  4. concentrato di pomodoro
  5. latte

Sale grosso e olio non contano perche’ sono ovvi.

Versate l’olio in una pentola fino a riempire il fondo, accendete il gas a fuoco basso. Quando l’olio comincia a scaldarsi, metteteci dentro la carne trita e fatela cuocere. Se la carne si appiccica al fondo della pentola, probabilmente avete messo poco olio, quindi aggiungetene un po’. Ora versate i pomodori pelati in un passatutto, ovviamente dopo averlo appoggiato alla pentola in cui state cucinando la carne, passate i pomodori e mescolate bene il tutto. Poi metteteci un po’ di salsa di pomodoro (un bicchiere e mezzo) e una strizzata di concentrato. Siccome tra pelati, salsa e concentrato il pomodoro la fa da padrone, il tutto rischia di sapere un po’ di acido: per contrastare il brutto acido cattivo, versate un dito di latte nel sugo, aggiungete due noci di sale grosso e MISCHIATE TUTTO!

E’ pronto quando l’acqua si e’ quasi asciugata e il ragu’ e’ diventato bello denso.

no, cioè

(Se dovesse farvi tristezza cosi’, ma non credo proprio, tuttavia se dovesse capitare, sminuzzate della cipolla e una carotina e soffiggetele prima di aggiungere la carne; quando la carne sara’ cotta, prima dei pelati, metteteci un po’ di timo e un po’ di origano, poco eh?. Viene buonissimo, ma non e’ il “Ragu’ della Nina”)

Suppellettili utilizzate: una pentola taglia media

Published in: on 17/09/2011 at 12:49  Comments (4)  
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La felice storia della melanzana alla pizzaiola

C’era una volta una melanzana.

La melanzana era tanto triste perche’ voleva essere mangiata. Ma non voleva essere semplicemente ingollata dal primo passante cosi’, senza procurare il piacere del gusto. No. Lei voleva titillare il palato, essere ricordata come qualcosa di speciale (e qui la smetto, senno’ finiamo nel porno).

Fu fortunata: incontro’ la Nina, che gia’ sbavava alla sola idea di papparsi una melanzana, figuriamoci di aggiungerci qualche altra figata.

Nina fece la melanzana a pezzettoni, che butto’ in padella antiaderente insieme con un giro d’olio, sale, origano, una sgrattata di pepe, un bicchiere e un altro po’ di passata di pomodoro e mezzo bicchier d’acqua, il tutto a fuoco basso.

brava tusetta

La melanzana, ciccina, fece tutto da sola, e nel giro di una mezz’ora era cotta. La Nina la giudico’ buona e abbondante, e conservo’ in frigo l’avanzo per potersene sollazzare anche il giorno dopo.

Ma la melanzana era triste, tanto triste. Era stata buona, aveva fatto il proprio dovere, ma sapeva di poter dare di piu’. Quando la Nina la estrasse dal frigo in vista della cena successiva, la melanzana, con uno sforzo epocale vista la propria condizione, le disse che aveva fatto amicizia con quella bella confezione di pancetta affumicata accanto alla quale era stata posta.

La Nina non poteva deludere la melanzana: la ributto’ in padella e ci aggiunse la pancetta, riscaldo’ il tutto a fiamma vivace e, una volta impiattato il tutto, assaggio’ e disse alla melanzana: “Scusa, eh?, ma e’ proprio la morte tua!”.

i sogni son desideri di felicità

La melanzata venne ingoiata a velocita’ di curvatura 3, fece sbavare la commensale e venne digerita felice e contenta.

Fine.

Suippellettili utilizzate: una pentola antiaderente.

Published in: on 04/09/2011 at 16:07  Comments (9)  
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L’estate sta finendo e un anno se ne va – Bresaola e caprino

Evabbè, in effetti questa potevo postarla prima, ché magari tornava utile per l’estate, ma pazienza.

Allora, gli ingredienti principali ve li ho messi nel titolo: bresaola a fette e formaggio caprino fresco. Mettete un po’ di formaggio sulla fetta e arrotolatela tipo involtino:

con delicatezza, sennò la fetta si rompe

Poi mettete tutti gli involtini nel piatto da portata e li condite con un filo d’olio, una spruzzata di limone e l’erba cipollina. VIETATISSIMO mettere il prezzemolo al posto dell’erba cipollina, piuttosto non mettete nulla come ho fatto io:

li ho portati da amici che mi avevano invitata a cena... un successone!

Son pronti, poi, eh? Si possono mangiare. E non abbiamo usato manco una suppellettile per cucinare!

 

Published in: on 01/09/2011 at 21:05  Lascia un commento  
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