Se qualcosa può andar male, lo farà – Patate al forno

Ho comprato le patate sbagliate, ma a mia scusante posso dire che al super c’erano solo quelle. Ok, forse dovevo cercare meglio, ma MI SEMBRAVA che ci fossero solo quelle.

Poi ho peccato di inesperienza: ho visto preparare le patate al forno talmente tante volte (ciao papà!!!) che pensavo di poterle fare bendata in equilibrio su un piede solo saltellando “torno torno” (come direbbe mia mamma) e tenendo impilati 4 vasi di terracotta sul naso.

Invece sono partita male ed è finita anche peggio! Sono riuscita a cucinare le patate al forno più pesserrime della storia.

Della serie “procediamo a caso”, ho sbucciato e spezzettato le maledette, dopodiché le ho lasciate in acqua per un po’ per far uscire l’amido. dopo un’oretta le ho scolate, messe in teglia, condite con olio, sale, pepe (che col senno di poi non c’entra assolutamente NULLA), aglio a pezzetti, salsa di pomodoro (mezzo bicchiere diluito con un dito d’acqua), farina per far su una protocrosticina che poi non si è formata.

Risultato: dopo un’ora non erano ancora pronte (e in genere lo sono in 45 minuti), mezze crude e mezze cotte, insipide e solo dopo 4 ore mi è venuto in mente che avrei dovuto grattuggiarci su il parmigiano (come se questo avesse potuto risolvere la situazione)!

Insomma, non cucinate patate così.

OVVOVE!

Uffa.

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Published in: on 17/09/2011 at 15:49  Comments (5)  

La disfatta 2 – Risotto al radicchio

Istruzioni per cucinare un risotto che non sa di nulla.

Ingredienti per 2 persone delusissime:

– riso, un bicchiere pieno

– 2 ceppi di radicchio trevigiano

– una noce di burro

– brodo di dado

– sale, parmigiano grattugiato, vino rosso

Lavare i 2 ceppi di radicchio e tagliarne le foglie a pezzi, dividendo la parte finale delle foglie, quelle più rosse per cucinarci il risotto, dal resto, che va messo in una ciotola per farci un’insalata.

Far sciogliere la noce di burro in una pentola (a fuoco basso), metterci la parte rossa delle foglie di radicchio per farla appassire.

e fin qui

Poi buttarci dentro il riso per farlo tostare. Sfumare col vino rosso, poi completare la cottura versando il brodo un po’ alla volta. Dare una bella sgrattata di parmigiano e lasciar mantecare per un paio di minuti.

non sembrava neanche difficile

Nel frattempo aggiungere al radicchio che avete messo da parte per l’insalata delle olive nere cotte al forno. Condite il tutto con sale, olio e aceto balsamico.

Bene, ora avete un bel risotto pronto e un’insalata con 2 soli componenti.

Impiattate il risotto, lo assaggiate. Uhm. Delicato, eh?, non e’ neanche sciapo. Anche il Fidanza, in genere prodigo di complimenti e incoraggiamenti, non dice nulla. Pero’ mangia. E non collassa. Anche voi lo mangiate, e lo finite. Poi scambiate uno sguardo sconsolato col Fidanza e pronunciate contemporaneamente la stessa frase: “Non sa di nulla”.

Bene. Almeno non siete morti. E non vi ha fatto neanche schifo, come gli spaghetti cacio e pepe. Cosa sara’ successo?

Nulla. E’ che, invece del parmigiano, potevate metterci qualcos’altro, tipo cubetti di scamorza o speck tagliato a pezzetti e gettato in pentola insieme al radicchio.

E non incazzatevi se poi mangiate l’insalata radicchio e olive al forno e scoprite E’ BUONISSIMA. Questi sono dettagli. E’ il risotto quello che conta. Ed e’ venuto dimmerda.

Published in: on 04/07/2011 at 21:45  Comments (2)  

Fare di testa propria, alias La Disfatta

Ecco.

Ecco.

Questo è quello che succede quando si decide di fare di testa propria. Questo è quello che succede quando hai troppa fame, sei troppo golosa e pensi che i consigli del Cuoco TVB non ti servano.

Ecco.

Così impari, deficiente.

Domenica scorsa avevo il Fidanza a pranzo. “Mi aiuti? Faccio le linguine cacio e pepe”. “Volentieri. Dove hai preso la ricetta?”

ED E’ QUI CHE SCATTA L’ERRORE MAXIMO.

Mentre il tuo cervello si tende verso di te al rallentatore urlando nnnnoooooooooooo, senti la tua voce pronunciare l’infima cazzata: “SU INTERNET!”.

Mentre il tuo cervello si dà una pacca sulla fronte e decide di buttarsi sotto un treno, senti la tua voce aggiungere garrula e saccente: “HO CONSULTATO DIVERSI SITI E DICONO PIU’ O MENO TUTTI LA STESSA COSA!”, e col senno di poi ti rendi conto che dicevano tutti più o meno la stessa cazzata.

Da vera pirla ti fai lo sbattimento di grattugiare 100g di pecorino romano, butti la pasta e metti da parte un po’ d’acqua di cottura, tieni a portata di mano il pepe e ti procuri un’insalatiera.

Ormai il processo è iniziato, hai dato il colpo alla prima di una lunghissima serie di tessere di domino allineate e nulla ti puo più fermare. Sei perduta in un mare di follia.

Scoli la pasta al dente e la butti nell’insalatiera e mentre Fidanza, armato di 2 cucchiai di legno, gira a tutta manetta, tu ci butti sopra alternativamente un po’ di pecorino e un po’ d’acqua di cottura sperando di formare la famosissima – su internet – pastella. Ci dai dentro col pepe e impiatti.

no comment

 

E lì ti accorgi di quanto quello che hai nel piatto ti faccia schifo: la pasta è cotta al punto giusto, il profumo e il sapore del pepe sono ottimi, ma ti ritrovi a lottare contro i grumoni maledetti che il pecorino ha creato aggrappandosi agli spaghetti.

Bestemmi il Signore in tutte le lingue che conosci. Ci metti un quarto d’ora a finire il piatto. Pure l’inquilino di sotto ti sente smoccolare e ti bussa dal pavimento con la scopa perché tu la finisca.

cos'ho fatto di male per meritare tutto ciò

 

E la finisci, oh, sì. Fissi i rimasugli nel piatto ed è esattamente in quel momento che ti esce dalla bocca il commento più imbecille che tu possa tirare fuori: “EPPURE SU INTERNET AVEVA UN’ARIA COSI’ BUONA!”. Il Fidanza valuta se chiamare la neurodeliri. A te resta un’espressione schifata e delusa sul grugno per tutto il pomeriggio.

P.s. Ovviamente il Cuoco TVB mi ha poi dato una ricetta completamente diversa per le linguine cacio e pepe. Appena possibile sarà testata e pubblicata.

Published in: on 23/01/2011 at 17:59  Lascia un commento  
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