Radicchio al prosciutto

Ma ve l’ho mai data la ricetta delle uova sode? Direte: che c’entra? C’entra. Sennò come fate a fare il radicchio al prociutto?

Sembra che stia delirando, invece no. Mettete a bollire dell’acqua in un pentolino. Quando l’acqua bolle, con l’aiuto di un mestolo, metteteci 2 uova (occhio che non si rompano!) e lasciatele a bollire per 12 minuti esatti. Poi scolate l’acqua finché riuscite a prenderle con le mani, (occhio che scottano!) mettetele su un piattino e lasciatele raffreddare. Poi togliete il guscio, mettetele in una scodella e schiacciatele con il culo di una forchetta (ci siamo capiti). Poi aggiungete: gherigli di noce spezzettati qb, il prosciutto crudo tagliato a listarelle qb, olio aceto sale pepe, MISCHIATE e metteteci dentro anche il radicchio (occhio che va prima lavato!), rimischiate e servite.

Occhio eh!

 

suppellettili usate: un pentolino per sodare le uova e un’insalatiera

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Published in: on 30/06/2012 at 14:53  Comments (6)  
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Ed è con grande entusiasmo che vi annuncio

che ho scongelato gli spinaci.

Oh, non è mica così banale: dovete mettere gli spinaci in padella, a fuoco basso, dovete aggiungere mezzo bicchier d’acqua, coprire la padella e aspettare (in genere una ventina di minuti) che la magia si compia. Poi aggiungete un po’ di sale e ve li mangiate come contorno di non so cosa (in genere con gli arrosti van benone, ma non mi sbilancerei così tanto).

l'entusiasmo, proprio

A me non piace cuocerli col burro e aggiungere il formaggio, mi son di peso, e comunque cotti così sono a calorie pressoché zero (Dukan, vai a ramengo). Ma ho deciso di postarli lo stesso, nella loro semplicità, chiamiamola così, perché verran buoni anche per futuri e più complessi usi.

Restate sintonizzati. Pubblicità.

 

suppellettili utilizzate: una padella

Published in: on 04/12/2011 at 23:27  Comments (11)  
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Un investimento per il futuro – l’Orzotto

Lo sapevate che al posto del riso si può usare l’orzo e invece di fare il risotto si può fare l’orzotto?

Io no.

Però ho provato e mi è venuto bene: lo mettete a tostare con una noce di burro, poi sfumate 2 volte col vino bianco. Aggiungete sale e pepe, poi cominciate a cuocerlo aggiungendo pian piano il brodo di dado finché è cotto (in genere ci vogliono 20 minuti o poco più).

Buonino

 

Ora, dopo tutta questa bella descrizione, c’è una cosa che vi voglio confessare: mangiarlo così, tipo primo, uhm, come dire, stoppa un po’.

Il consiglio del genio (cioè ioMUAAHAHAHHAHAHHAHAHHAHA) è il seguente: cucinatelo, lasciatelo raffreddare e mettetelo via. Il giorno dopo trasferitelo in una padella antiaderente e riscaldatelo a fiamma medio-alta: in questo modo si tosterà (è anche un modo per salvarlo se per caso vi è venuto un po’ scotto, sono troppo un genioMUAHAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHHA) e avrà la consistenza giusta per accompagnare qualche secondo di vostro gradimento (non ho consigli, e comunque adesso non esageriamoMUAHAHHAHAHAHHAHAHAH, ‘zzo rido, vabbè).

adesso sì che mi piace

 

suppellettili utilizzate: una pentola per cuocerlo e una padella per riscaldarlo

Published in: on 04/12/2011 at 22:37  Comments (6)  
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Comunicazione di servizio

La presente per informarvi che ho fatto i funghi sciampignòn in umido, cioè son partita con la trifola ma poi ci ho aggiunto la salsa di pomodoro.

no, così, volevo dirvelo

Cordiali saluti.

 

Published in: on 25/09/2011 at 20:45  Comments (34)  
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La triste storia della melanzana alla non-griglia

C’era una volta una melanzana. Era una melanzana che pensava di passarla liscia.

E invece no: incontro’ la Nina. La quale non solo provvide immediatamente ad aggredirla e affettarla senza pieta’, ma, in un momento di estrema crudelta’, le predisse anche la sua morte: “Niente griglia per te, capito? Non ce l’ho la griglia! Ti arrostiro’ sulla padella normale! UAHUAHUAHUAH!”,  e la povera melanzana, con un sibilo vicinissimo agli ultrasuoni, urlo’ (come nei film dell’orrore che nel momento piu’ terrifico vanno al rallentatore) “NNNNNNOOOOOOOOOOOOOOOO!”.

La Nina, senza alcuna pieta’ ne’ rispetto, la taglio’ a fette, la fece abbrustolire in padella e la condi’ con aglio, olio, sale, pepe e prezzemolo, tie’. E non segui’ neanche il consiglio della mamma (lasciarla macerare un pochino nell’aceto balsamico; a ‘sto giro non l’ho fatto, ma al prossimo…).

UAHUAHUAHUAHbuona

E poi, sapete cosa?, se la mangio’ tutta, nonostante il terrore e lo sgomento della melanzana. Oh, ma d’altronde e’ cosi’ che va il mondo: m’hai provocato? E io me te magno!

suppellettili utilizzate: una padella antiaderente

Published in: on 17/09/2011 at 16:04  Lascia un commento  
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La felice storia della melanzana alla pizzaiola

C’era una volta una melanzana.

La melanzana era tanto triste perche’ voleva essere mangiata. Ma non voleva essere semplicemente ingollata dal primo passante cosi’, senza procurare il piacere del gusto. No. Lei voleva titillare il palato, essere ricordata come qualcosa di speciale (e qui la smetto, senno’ finiamo nel porno).

Fu fortunata: incontro’ la Nina, che gia’ sbavava alla sola idea di papparsi una melanzana, figuriamoci di aggiungerci qualche altra figata.

Nina fece la melanzana a pezzettoni, che butto’ in padella antiaderente insieme con un giro d’olio, sale, origano, una sgrattata di pepe, un bicchiere e un altro po’ di passata di pomodoro e mezzo bicchier d’acqua, il tutto a fuoco basso.

brava tusetta

La melanzana, ciccina, fece tutto da sola, e nel giro di una mezz’ora era cotta. La Nina la giudico’ buona e abbondante, e conservo’ in frigo l’avanzo per potersene sollazzare anche il giorno dopo.

Ma la melanzana era triste, tanto triste. Era stata buona, aveva fatto il proprio dovere, ma sapeva di poter dare di piu’. Quando la Nina la estrasse dal frigo in vista della cena successiva, la melanzana, con uno sforzo epocale vista la propria condizione, le disse che aveva fatto amicizia con quella bella confezione di pancetta affumicata accanto alla quale era stata posta.

La Nina non poteva deludere la melanzana: la ributto’ in padella e ci aggiunse la pancetta, riscaldo’ il tutto a fiamma vivace e, una volta impiattato il tutto, assaggio’ e disse alla melanzana: “Scusa, eh?, ma e’ proprio la morte tua!”.

i sogni son desideri di felicità

La melanzata venne ingoiata a velocita’ di curvatura 3, fece sbavare la commensale e venne digerita felice e contenta.

Fine.

Suippellettili utilizzate: una pentola antiaderente.

Published in: on 04/09/2011 at 16:07  Comments (9)  
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In una vita precedente ero una melanzana (e le mie forme lo confermano)

eccomi

Adoro le melanzane, provo verso di loro, non so, una comunione di intenti, o forse è che ci somigliamo (scure, cicciose e con una capigliatura scema).

Ora vi sparo un paio di modi di cucinarle. Il primo, come spesso mi capita, l’ho pescato dalla cucina di DolceD (l’ho già detto che adoro quella donna? Dalla regia mi dicono di sì): insalata di Ninett melanzane.
Per 2 mangioni: tagliamo una melanzana a tocchi grossi. Intanto facciamo bollire l’acqua salata, in cui avremo buttato un po’ di aceto (meglio rosso, ma anche balsamico va bene). Buttiamoci dentro le melanzane e facciamole cuocere per 15 minuti.

ecco, magari usate una pentola capiente

Dopodiché le scoliamo, le strizziamo (pressandole con un piatto nello scolapasta) e le lasciamo raffreddare.

Trasferiamole in un’insalatiera e aggiungiamoci olio, aceto, aglio, peperoncino rosso, origano e un giro di sale fino. Mischiamo per farle insaporire e accompagnamole alla carne rossa.

sembrano me appena sveglia

Buone.
E smettetela di prendermi a mozzichi.
 
suppellettili usate: una pentola capiente e un’insalatiera
Published in: on 18/06/2011 at 20:29  Comments (2)  
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Un po’ di contorni facili facili

Non sapete come accompagnare un secondo? Siete stufi della solita insalatina? Volete stupire facendo il minimo dello sforzo? Volete mangiare qualcosa di sfizioso?

Ovviamente sì, sennò non sareste qui.

Peperoni arrostiti e autogestiti:

Prendere un peperone rosso e uno giallo, sciacquateli e asciugateli. Metteteli in una teglia e sbatteteli in forno a 200° per 30 minuti. Fanno tutto da soli. Fantastici. Potete anche andare in doccia, per dire. Tirateli fuori e aspettate che si raffreddino (10 minuti), dopodiché spellateli (per la cronaca: non ho la minima idea del perché, ma il peperone rosso è più facile da sbucciare di quello giallo; misteri della natura) e togliete il “tronchetto” a cui sono attaccati i semini. Fate la polpa a striscioline, ma vi assicuro che lo fanno già da soli, metteteli in un piatto e aggiungete olio, sale, uno spicchio d’aglio a pezzetti e del prezzemolo.

raccogliere i semini restanti col dito e ciucciarlo è una goduria (cosa avete capito, maiali)

Tanti dicono che non digeriscono i peperoni. Sarà che io digerisco anche i sassi, secondo me è l’aglio che nell’insieme è un po’ pesante. Ottimo contorno per commensali con stomaco foderato d’amianto.

Coste all’olio, la bontà mascherata da tristezza:

Prendete un ceppo di coste, lavatele in acqua corrente, fatele a pezzi e cucinatele per mezz’ora in acqua bollente e salata, come fosse pasta. Il consiglio: usate una pentola capiente, ma non mettete troppa acqua (diciamo poco più della metà), sennò durante la cottura l’acqua schizza, se ne va in giro e vi fa la cucina nuova. Poi scolate le coste,  sempre come fosse pasta. Trasferitele in un recipiente e versateci sopra un giro d’olio.

non sono bellissime?

Sembrano un po’ tristi, con la lacrimuccia che scende, invece sono buonissime!

Melanzane a cubetti, aka “Meglio Delle Patate Al Forno”:

Questa è una ricetta che mi ha passato il Fidanza, dopo avermi preso per la gola più di una volta (cosa avete capito, maiali).

Prendete una melanzana, di quelle nere e tonde. Sbucciatela (suggerisco per il lungo, se vi mettete a fare la spirale non ne uscite più). Fatela a fette alte mezzo centimetro o anche qualcosa in più. Mettete le fette sotto sale per un paio d’ore, o anche 3 (traduzione: mettete le fette su un piatto, a strati, e inondate ogni strato di sale. Vabbè, dai, non proprio inondate. Però, ecco, non state indietro col sale, via). Quando riprendete le fette, scolate l’acqua che si è formata e tagliatele a cubetti. Trasferitele in una teglia, mettete altro sale e aggiungete abbondante olio. Vanno in forno a 180° per circa 20 minuti.

francamente mi nutrirei solo di questo

Una melanzana = 2 persone.

Sfiziosissime.

Verdure miste grigliate – ecchè, stiamo al ristorante?:

Questo è un contorno un po’ più “di sbattimento”, lo chiamerei “contorno Oriali”, non perché sia difficile, anzi, ma perché ci vuole un po’ di tempo per prepararlo.

Innanzitutto sbattete in forno un peperone rosso, come sopra descritto. Poi prendete una pentola antiaderente, versateci sopra un goccio d’olio e fate arrostire delle fette di melanzana e un ceppo di radicchio tagliato in 4. Mentre stanno abbrustolendo, cospargeteli di sale. Quando il peperone è pronto, sbucciatelo come sopra, poi mettete tutto insieme in un bel piatto da portata, passate un altro giro di sale e metteteci su un po’ d’olio.

super scenografico

Verdure alternative: zucchine, carote. Servire caldo (consiglio: lasciate il piatto nel forno ancora caldo causa cottura di peperone; occhio poi quando lo tirate fuori, scotta!).

Published in: on 13/02/2011 at 11:41  Lascia un commento  
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Adoro il cuoco della mensa – Melanzane gratinate

Nella mensa aziendale del posto in cui lavoro si mangia abbastanza bene. Alcune delle ricette che troverete qui le ho estorte al Cuoco TVB (come l’abbiamo soprannominato io e aldf), opportunamente falciato in mezzo al self service e minacciato con uno spiedo (non è vero. In realtà è una persona disponibile, ci dà sempre un sacco di dritte. Basta mostrargli lo spiedo). La prima è la seguente:

Ingredienti:

  • una melanzana
  • sale pan grattato pepe rosmarino salvia origano parmigiano olio, da posizionare vicino alla melanzana esattamente nell ‘ordine che ho appena scritto.

vietato ciccare

Oh, non sto scherzando eh? L’ordine in questo caso è importantissimo, ascoltate una cretina che è riuscita a cannare più di una volta e le è toccato mangiare melanzane insipide, senza parmigiano o, peggio ancora, secche.

Bon, prima di cominciare dovete solo liberare il forno, togliere la leccarda (quella lastra nera che trovate in dotazione dentro il forno. Sì, nemmeno io sapevo che si chiamasse così, leccarda. Chevvedevodì.), piazzarci sopra un bel foglio di carta forno. Il forno fatelo andare a 180 gradi.

Lavate la melanzana, segate la cima. Ora fatela a fette, la melanzana eh, alte qualche millimetro, nè troppo sottili, nè troppo spesse. Disponetele sulla carta forno. Quando avete finito, procedete nell’ordine: salatele, copritele con il pan grattato, sgrattate un po’ di pepe, metteteci su un po’ di salvia e un po’ di rosmarino, versate una vargata di origano (che è la morte sua), grattugiateci un po’ di parmigiano e infine versate un abbondante filo d’olio, eh?, non state indietro con l’olio senno’ le melanzane si asciugano troppo.

Buttatele in forno per 15 minuti. Se poi riuscite a portarle in tavola calde e su un bel piatto da portata, fanno la loro porca figura. E voi pure.

P.s. Se riuscite a sostituire il sale, il rosmarino, la salvia e l’origano con del sale aromatizzato, tanto meglio. Io al super non l’ho trovato.

suppellettili utilizzate: la leccarda vale?

Published in: on 09/01/2011 at 22:37  Comments (10)  
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Questa è buona per l’anno prossimo – Lenticchie brasate

Fate finta che non sia appena passato capodanno, ok? Prendete una confezione di lenticchie, quelle nel sacchetto trasparente, non nel barattolo già cotte. Versatene metà in un’insalatiera. Ravanate nelle lenticchie per controllare che non ci siano sassolini (è piacevole al tatto, e le lenticchie non mordono). Versate nell’insalatiera (la stessa, non un’altra) una quantità d’acqua tale da superare di 2 dita il livello delle lenticchie. Mollatele lì per 2 ore. Potete andare in doccia o spolverare la casa o stirare o andare a fare la spesa.

Dopo 2 ore versate in una pentola il contenuto dell’insalatiera (la stessa di prima), aggiungete uno spicchio d’aglio intero, una carota pelata, un gambo di sedano, una manciata di sale grosso e un quarto di vasetto di passata di pomodoro. MISCHIATE TUTTO e mettete a cuocere a fuoco basso. Dopo una mezz’ora assaggiate qualche lenticchia: non deve essere dura, ma neanche sfaldarsi. Se non è più dura e manco si sfalda, la cottura è corretta. Ah, se vi accorgete che sono salate, aggiungete 2 bicchieri d’acqua durante la cottura.

Finito eh? Son pronte:

suppellettili utilizzate: una pentola.

Published in: on 09/01/2011 at 22:11  Lascia un commento  
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