Viaggi culinari – Voglio tornare a Santorini

A Santorini ho lasciato il cuore e tante lacrime. Talmente tante che, se qualcuno che mi conosce veramente bene mi chiedesse “Ti trasferiresti piu’ volentieri a Roma o a Santorini?”, avrei difficolta’ immensa a rispondere ma alla fine propenderei per l’isolotto vulcanico. Oh, non le ho trovato un difetto: clima fantastico, gente accogliente e semplice, mare pulitissimo, si trova tutto cio’ di cui si puo’ aver bisogno e in piu’ si mangia benissimo (soprattutto se amate il pesce alla griglia). Ed e’ anche l’unico posto al mondo dove non ho sentito la mancanza della pasta (il che, per un italiano, per di piu’ golosone, non e’ male). L’ultima sera prima di partire, io e Fidanza abbiamo incontrato degli amici (anche loro in vacanza li’) e abbiamo deciso di cenare insieme a Fira, citta’ principale dell’isola. Niente di che, eh?, ho ordinato il solito suvlaki di pollo col contorno di insalata. Essendo una fogn ancora affamata, ho deciso di ordinare il dolce, ma facevo fatica a scegliere anche perche’ il menu era in greco e in inglese, quindi colta da inenarrabili dubbi ho chiesto al cameriere “What’s Baklava?” e lui, con un grandissimo savoir faire, un’eleganza sopraffina, una gentilezza d’altri tempi, mi ha fulminato con un’occhiataccia che diceva chiaramente “e mi tocca pure servire ‘sti deficienti” e ha risposto “Baklava is Baklava.”

Bene.

Allora replicavo con un raffinatissimo “Thanks my ass” e lui tutto spazientito ripeteva “Baklava!” facendo un disegno COL DITO sul tavolo. Penso di averlo guardato come guardi uno che ti blocca in mezzo alla strada e si mette a parlare  come se ti conoscesse da una vita, ma in gaelico. Devo aver sbattuto le ciglia un paio di volte di troppo, perche’, sfinito, ha fatto un gesto con la mano come a dire “cosa spreco tempo a parlare con te che non capisci un cazzo” ed e’ andato a chiamare un altro cameriere, parlante italiano, che mi e’ venuto incontro urlando “NON SAI COSA E’ BAKLAVA AAAHHHHH E’ BUONISSIMO ORA TE LO PORTO”.

A parte il fatto che se qualcuno si fosse sprecato a spiegarmi cos’e’, magari decidevo io se mangiarlo o no, ma vabbe’.

Mi ha portato questo triangolino di goduria (no battute, grazie) fatto con la pasta filo (come la millefoglie, presente?, ma senza crema pasticcera) con strati di miele e granella di mandorle e pistacchio.

Penso che non me lo dimentichero’ mai.

Aprite internet, andate su goooooooooogle immagini, digitate “Baklava” e sbavate. Magari prima procuratevi il mociovileda.

Published in: on 19/01/2011 at 13:59  Comments (6)  
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6 commentiLascia un commento

  1. Verso il triangolino che ci esaltaaaa….

    http://bibixy.splinder.com/post/18254284/picnic-al-parco

  2. 😀
    citazione colta!

  3. Io mi chiedo come ha fatto una che non sopporta la cipolla a sopravvivere a Santorini, dove manca poco te la mettono anche nel caffellatte.

  4. Mah, in realta’ non ne ho vista molta in giro. Di sicuro non nel dolce🙂

  5. mmmmmm……….. solo perchè c’è il pistacchio dev’essere sì una goduria!!!
    (…e…. sì… mi sto leggendo TUUUUUUTTTO il tuo blog.. sssì!! )

  6. (una pazzoide)
    (molto bene, e’ quello che ci vuole, in un blog di cucina)😉


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