Vegetariani, vi voglio bene e vi posto un po’ di insalate

A me l’insalata piace tanto, c’e’ stato un periodo in cui ero soprannominata “tartaruga”, anche un po’ per l’aspetto, credo.

Di seguito qualche suggerimento per preparare delle insalate un po’ diverse dal solito. Poi bruchiamo insieme.

Insalata Greca (sottofondo: “Nostalgia canaglia”):

Lattuga, pomodori da insalata, cetrioli, olive, feta, cipolla rossa, tzatziki (si trova al supermercato), olio, sale, aceto, origano.

Insalata Nizzarda (sottofondo: “Je ne regrette rien”):

Cuore di lattuga, olive nere denocciolate, un pomodoro da insalata grande (o 2 piccoli), un tonno al naturale (non nel senso di “vivo” ma in scatoletta grande), 2 uova sode, mais, acciughe (opzionali. Ok, obbligatorie, ma messe cosi’ mi fanno un po’ schifo). Condire con olio extravergine di oliva, sale e aceto balsamico.

Insalata di Floriano detto “Ue’ guaglio'” (sottofondo: “Tamurriata nera”):

Cuore di lattuga, radicchio, un sacchettino di pinoli, feta, un pomodoro da insalata grosso. Condire con olio extravergine di oliva, sale e aceto balsamico.

Insalata di RisoAnzino’ (sottofondo: “Per colpa di chi-chi-chi-chi-chicchichiricchi'”)

Barattolo per condire il riso, al naturale pero’, non sott’olio. Riso carnaroli o Roma. Preparazione: Cucinare il riso (1 mestolo copputo= cibo per una persona), scolarlo e lasciarlo raffreddare. Poi mischiare col contenuto del barattolo. Buttateci dentro un giro d’olio. Potete aggiungere anche pezzetti di scamorza o di emmenthal, tronchetti di wurstel, uova sode, sottaceti, olive, un barattolo di tonno, bocconcini di mozzarella.

E poi la figata: sostituire il riso con l’orzo (ecco perche’ “Anzino'”)!

Published in: on 31/01/2011 at 14:06  Comments (13)  
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Fare un figurone con niente – Pasta panna speck e zafferano

Altrimenti conosciuta come “Carbonara rustica”, questa ricetta è vergognosa, come i tortelli panna e prosciutto. Non sapete fare i tortelli panna e prosciutto? No, dai, vi prego. Beh, questa ricetta è un gradino sopra. Quindi, voglio dire, potete anche presentarla in tavola con una faccia da “sono un grande!”.

Poi vabbè, vi preparerò anche i tortelli panna e prosciutto.

Allora, per 4 persone:

  • speck a cubetti (200g)
  • panna (una confezione)
  • una bustina di zafferano
  • latte d’emergenza

In una padella mettete a scaldare la panna, buttateci dentro lo speck, lo zafferano e date UNA MISCHIATA. Appena la panna fuma, spegnete.

no, cioè, dai, davvero

Se vi sembra che la panna si sia asciugata troppo, no hay problema: versateci dentro mezzo bicchiete di latte, e vedrete che recupererete la pietanza alla stragrande.

Cuocete la pasta, scolatela e buttatela in padella. Indovinate? MISCHIATE TUTTO!

dovrebbe venire tipo così

Ci sta bene anche una sgrattata di pepe, così, per dar profumo. 

Notare le macchie sui fornelli. 

Hasta la vista, baby.

suppellettili usate: una padella per il condimento e la pentola della pasta

Published in: on 30/01/2011 at 15:49  Lascia un commento  
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La ricetta regina del blog Mischiatutto – Torta allo yogurt (anche detta “DEI 7 VASETTI”. Ciao Fede!!!!)

Devo dirvi la verità: questa è la ricetta che mi ha spinto ad aprire questo blog. Non solo perché è vergognosamente facile, ma anche perché, a mia memoria, è la prima ricetta che ho preparato completamente da sola (avevo 14 anni. Bei tempi. Ma neanche tanto).

Ingredienti:

  • un vasetto di yogurt. Un vasetto normale, intendo. Di qualunque gusto, tanto alla fine non si sente. L’importante è che la frutta sia frullata dentro, non in pezzi.
  • farina
  • zucchero
  • olio (ebbene sì)
  • lievito per dolci
  • scorza di limone (importantissima)
  • 2 uova
  • zucchero a velo o miele per il tocco finale
  • noce di burro per imburrare la teglia da forno

Versate lo yogurt in una ciotola/insalatiera.

E fin qui.

Lavate e asciugate il vasetto dello yogurt. Fatto? Bene; ora dovere usare il vasetto come misurino: mettete 3 vasetti di farina, 1 e mezzo di zucchero, 1 di olio. Bon, potete sbarazzarvi del vasetto. Buttate dentro le 2 uova (tuorlo e albume, mica col guscio eh?) MISCHIATE TUTTO! Aggiungete mezza bustina di lievito per dolci e della buccia di limone sgrattata (dateci dentro, ché è la morte sua).

mischiate finché van via tutti i grumoni

Accendete il forno a 180°, imburrate la teglia e spargetevi dentro un po’ di farina in modo che la torta non si attacchi. Versate il composto nella teglia, buttate in forno per circa 30 minuti. Come fare a capire se è cotta?

dovrebbe venire così

Vedete quelle crepe sulla superficie? Infilate lì la lama di un coltello e verificate se resta sporco di composto liquido o se viene su asciutto. Se viene su asciutto, è cotta.

Sfornate e aspettate che si freddi. Una volta fredda e trasferita su un piatto, potete o spargere lo zucchero a velo sulla superficie, oppure spalmarci sopra un po’ di miele. Spettacolo.

P.s. E ora la parte più goduriosa: pulire la ciotola di fino. Penso che i rimasugli che restano nella ciotola dopo aver versato il composto nella teglia siano una delle cose più buone che esistano. Innanzitutto, assaggiandoli, ci facciamo un’idea su come sarà la torta, se buona o meno. E poi, quel leccarsi via il cucchiaio di legno… yum!… a costo di stare male!

suppellettili usate: una ciotola/insalatiera e una teglia da forno

Published in: on 30/01/2011 at 15:34  Lascia un commento  
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Boh

Avevo ‘sta fissa della frittata al forno, no?, perché a me la frittata piace ma mi dà fastidio che sia fritta (i fritti fanno male; sono buonissimi ma fanno male), allora volevo provare a farla e ho cominciato come mio solito a cercare suggerimenti sul web. Solo che poi ho deciso, chissà perché, che quello che c’era scritto sul web non andava bene, ho chiesto consiglio a MiaMamma e alla fine ho proceduto spannometricamente.

Ho buttato in una ciotola 3 cucchiai di pan grattato. Ho grattugiato la stessa quantità di parmigiano. Ho aperto 3 uova (e solo Rita sa quanto mi sia difficile aprire le uova), ci ho messo sopra un po’ di sale. Ho MISCHIATO TUTTO, poi ci ho buttato dentro una confezione di pancetta a cubetti e ho mischiato di nuovo. Ho versato il tutto in una teglia da forno (“versare” non è il verbo adatto: il composto era alquanto solido, quindi direi che, più che essere versato nella teglia, ci si è suicidato dentro a babbomorto).

io no capire

 

Non aveva esattamente l’aspetto atteso. L’ho fissato per un po’ indecisa sul da farsi. Poi l’ho buttato in forno a 180° per 15-20 minuti.

Nel forno, a parte cuocersi, non ha avuto molte reazioni. Quando l’ho servito in tavola ero ancora più dubbiosa.

ma che è 'sta robba

Poi ho deciso di farla finita e l’ho addentato; e con mia grande sorpresa ho scoperto che aveva esattamente il sapore e la consistenza di una frittata con la pancetta. Me ne sono spazzolata subito metà senza colpo ferire.

immagino che debba comunque venire tipo così

Solo che non me la sento di definirla “frittata al forno”. Somiglia più alla Cosa dei Fantastici 4 o a Spongebob.

Se invece volete preparate una vera frittata al forno, ecco la ricetta:

  • 4 uova
  • un pizzico di sale
  • un cucchiaio di pan grattato
  • un cucchiaio di parmigiano
  • ingrediente extra, che può essere pancetta, prosciutto, zucchine, asparagi, insomma qualunque cosa buttiate generalmente dentro la frittata

Ma scommetto che non viene buona come Spongebob 😉

suppellettili usate: una ciotola/insalatiera e la teglia da forno

Published in: on 23/01/2011 at 18:26  Lascia un commento  
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Fare di testa propria, alias La Disfatta

Ecco.

Ecco.

Questo è quello che succede quando si decide di fare di testa propria. Questo è quello che succede quando hai troppa fame, sei troppo golosa e pensi che i consigli del Cuoco TVB non ti servano.

Ecco.

Così impari, deficiente.

Domenica scorsa avevo il Fidanza a pranzo. “Mi aiuti? Faccio le linguine cacio e pepe”. “Volentieri. Dove hai preso la ricetta?”

ED E’ QUI CHE SCATTA L’ERRORE MAXIMO.

Mentre il tuo cervello si tende verso di te al rallentatore urlando nnnnoooooooooooo, senti la tua voce pronunciare l’infima cazzata: “SU INTERNET!”.

Mentre il tuo cervello si dà una pacca sulla fronte e decide di buttarsi sotto un treno, senti la tua voce aggiungere garrula e saccente: “HO CONSULTATO DIVERSI SITI E DICONO PIU’ O MENO TUTTI LA STESSA COSA!”, e col senno di poi ti rendi conto che dicevano tutti più o meno la stessa cazzata.

Da vera pirla ti fai lo sbattimento di grattugiare 100g di pecorino romano, butti la pasta e metti da parte un po’ d’acqua di cottura, tieni a portata di mano il pepe e ti procuri un’insalatiera.

Ormai il processo è iniziato, hai dato il colpo alla prima di una lunghissima serie di tessere di domino allineate e nulla ti puo più fermare. Sei perduta in un mare di follia.

Scoli la pasta al dente e la butti nell’insalatiera e mentre Fidanza, armato di 2 cucchiai di legno, gira a tutta manetta, tu ci butti sopra alternativamente un po’ di pecorino e un po’ d’acqua di cottura sperando di formare la famosissima – su internet – pastella. Ci dai dentro col pepe e impiatti.

no comment

 

E lì ti accorgi di quanto quello che hai nel piatto ti faccia schifo: la pasta è cotta al punto giusto, il profumo e il sapore del pepe sono ottimi, ma ti ritrovi a lottare contro i grumoni maledetti che il pecorino ha creato aggrappandosi agli spaghetti.

Bestemmi il Signore in tutte le lingue che conosci. Ci metti un quarto d’ora a finire il piatto. Pure l’inquilino di sotto ti sente smoccolare e ti bussa dal pavimento con la scopa perché tu la finisca.

cos'ho fatto di male per meritare tutto ciò

 

E la finisci, oh, sì. Fissi i rimasugli nel piatto ed è esattamente in quel momento che ti esce dalla bocca il commento più imbecille che tu possa tirare fuori: “EPPURE SU INTERNET AVEVA UN’ARIA COSI’ BUONA!”. Il Fidanza valuta se chiamare la neurodeliri. A te resta un’espressione schifata e delusa sul grugno per tutto il pomeriggio.

P.s. Ovviamente il Cuoco TVB mi ha poi dato una ricetta completamente diversa per le linguine cacio e pepe. Appena possibile sarà testata e pubblicata.

Published in: on 23/01/2011 at 17:59  Lascia un commento  
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Viaggi culinari – Voglio tornare a Santorini

A Santorini ho lasciato il cuore e tante lacrime. Talmente tante che, se qualcuno che mi conosce veramente bene mi chiedesse “Ti trasferiresti piu’ volentieri a Roma o a Santorini?”, avrei difficolta’ immensa a rispondere ma alla fine propenderei per l’isolotto vulcanico. Oh, non le ho trovato un difetto: clima fantastico, gente accogliente e semplice, mare pulitissimo, si trova tutto cio’ di cui si puo’ aver bisogno e in piu’ si mangia benissimo (soprattutto se amate il pesce alla griglia). Ed e’ anche l’unico posto al mondo dove non ho sentito la mancanza della pasta (il che, per un italiano, per di piu’ golosone, non e’ male). L’ultima sera prima di partire, io e Fidanza abbiamo incontrato degli amici (anche loro in vacanza li’) e abbiamo deciso di cenare insieme a Fira, citta’ principale dell’isola. Niente di che, eh?, ho ordinato il solito suvlaki di pollo col contorno di insalata. Essendo una fogn ancora affamata, ho deciso di ordinare il dolce, ma facevo fatica a scegliere anche perche’ il menu era in greco e in inglese, quindi colta da inenarrabili dubbi ho chiesto al cameriere “What’s Baklava?” e lui, con un grandissimo savoir faire, un’eleganza sopraffina, una gentilezza d’altri tempi, mi ha fulminato con un’occhiataccia che diceva chiaramente “e mi tocca pure servire ‘sti deficienti” e ha risposto “Baklava is Baklava.”

Bene.

Allora replicavo con un raffinatissimo “Thanks my ass” e lui tutto spazientito ripeteva “Baklava!” facendo un disegno COL DITO sul tavolo. Penso di averlo guardato come guardi uno che ti blocca in mezzo alla strada e si mette a parlare  come se ti conoscesse da una vita, ma in gaelico. Devo aver sbattuto le ciglia un paio di volte di troppo, perche’, sfinito, ha fatto un gesto con la mano come a dire “cosa spreco tempo a parlare con te che non capisci un cazzo” ed e’ andato a chiamare un altro cameriere, parlante italiano, che mi e’ venuto incontro urlando “NON SAI COSA E’ BAKLAVA AAAHHHHH E’ BUONISSIMO ORA TE LO PORTO”.

A parte il fatto che se qualcuno si fosse sprecato a spiegarmi cos’e’, magari decidevo io se mangiarlo o no, ma vabbe’.

Mi ha portato questo triangolino di goduria (no battute, grazie) fatto con la pasta filo (come la millefoglie, presente?, ma senza crema pasticcera) con strati di miele e granella di mandorle e pistacchio.

Penso che non me lo dimentichero’ mai.

Aprite internet, andate su goooooooooogle immagini, digitate “Baklava” e sbavate. Magari prima procuratevi il mociovileda.

Published in: on 19/01/2011 at 13:59  Comments (6)  
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Ma che veramente devo pure scrivervi la ricetta?

No, dai. Ma davéro davéro. Questa è troppo facile. E’ un insulto all’intelligenza di chiunque. Mi vergogno pure a mettervela per iscritto. Quindi facciamo così: usiamo la maieutica. Io vi metto le foto e poi vediamo se indovinate gli ingredienti.

no, cioè, dai, veramente

Non ditemi che non si capisce! Vabbè, vi do un altro suggerimento:

così è troppo facile però

Dai, dai, forza, allora: wu… wu… wurstel! Bravissimi! E poi? Avvolti nella? Dai che è facile! Esatto! Pasta sfoglia!

A 180° per 15 minuti circa, devono venire un po’ dorati come in foto.
Umpf.
Troppo facile. Ma vi faranno fare un figurone.
Published in: on 16/01/2011 at 21:49  Comments (3)  
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Pasta con salmone e…

Avete le arterie ingombrate dal colesterolo ma siete dei golosoni? Fate fatica a digerire a vi sfondereste comunque di pasta? Siete amanti del grasso ma vi piace provare qualcosa di diverso? Questa è la ricetta giusta per voi.

Adoro il salmone affumicato e ho sempre desiderato imparare a cucinare la pasta panna e salmone, ma siccome a MiaMamma il salmone non piace, la regola era “nessuno mangia salmone” (grazie tante) (notare che lei non l’ha mai manco assaggiato) (vabbè). Una sera però sono andata a cena dalla mia amica Luisa, che sa che sono un po’ schifiltosa, quindi còlta da mille dubbi mi chiede: “Ho fatto la pasta panna e salmone, ti può piacere?” e io ho fatto esplodere le bombe a mano e i tricchetracche che avevo in borsa. Me ne ha versata una badilata nel piatto e nel tempo che ci ha messo lei a sedersi io aveto già finito. “Ti è piaciuta?” “Da Dio!” “Non era panna.” “Ah no?” “No no. Non hai notato che era leggera?” “Ho notato solo che era buona. Che ci hai messo al posto della panna?” “Philadelphia”.

Ah.

Per 4 persone:

  • una confezione di Philadelphia (cioè 2 panetti)
  • una confezione di salmone affumicato (100g)
  • maccheroni a vostro piacimento (400g circa)

In una pentola versate un po’ d’olio. Aprite i 2 panetti di Philadelphia e teneteli lì pronti. Aprite la confezione di salmone e tagliate le fette di salmone a quadratini. Bene, ora accendete il gas per far scaldare l’olio, buttateci subito dentro i 2 panetti di formaggio e metteteci anche un dito d’acqua per farlo ammorbidire. Girate col mestolo facendo in modo che il formaggio diventi una crema e che l’acqua si asciughi un po’, dopodiché buttate dentro anche il salmone. MISCHIATE TUTTO!

dovrebbe venire tipo così

 

Quando il salmone cambia colore, è pronto. Occhio: se si asciuga troppo aggiungete un po’ d’acqua.

A parte cucinate la pasta, scolatela al dente e MISCHIATE TUTTO INSIEME! Una bontà.

dovrebbe venire tipo così

UPDATE! La regia mi fa notare (grazie, regia) che l’ultimo tocco e’ dato da un po’ di prezzemolo. Mi cospargo il capo di cenere e chiedo perdono in ginocchio.

Ciao Lu!

suppellettili usate: una pentola per cuocere le pasta e una per cuocere il condimento.

Published in: on 13/01/2011 at 21:51  Comments (3)  
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Usare la violenza – Le tanto acclamate Bombe alla Nutella

Devo dire che di questa ricetta vado particolarmente fiera. L’ho inventata io un pomeriggio che ero al super e avevo voglia di nutella (sia chiaro, non sono incinta. E comunque non c’è mica bisogno di essere incinta per avere voglia di nutella, eccheccazz). Lo so, ho appena detto che sono allergica al cacao, e lo confermo, ma in realtà dipende dalla percentuale di cacao, e quanto cacao ci sarà nella nutella? Non lo so, fatto sta che la nutella non mi dà problemi, quindi proseguiamo. Procuratevi:
  • nutella (confezione del peso che preferite, tanto se avanza mica si butta via)
  • fasta sfoglia dal banco freezer, sì, quella congelata

Ora, il concetto è molto semplice: bisogna lasciar scongelare la pasta sfoglia ( ci vogliono 3 ore, quindi avete tutto il tempo per prepararvi psicologicamente) e poi bisogna dividerla in qualche modo, buttarci sopra una spatolata di nutella e richiuderla su sè stessa. Potete fare i cerchi col bicchere e poi chiudere la pasta a mo’ di fagottino. Potete chiuderla tipo conchiglia. Io l’ultima volta ho tagliato quadrati di pasta sfoglia e li ho chiusi a tortello:

scusate sto sbavando

Perché il tag è “un po’ laborioso”? Perché non è semplice chiudere il fagotto/tortello in modo che la nutella non venga vomitata fuori durante la cottura.

Ad ogni modo, create la confezione col ripieno di nutella, mettetela sulla carta forno e infornatela a 180° per 20/30 minuti (devono venire un po’ dorati). Prima di servirli, scaldateli. Ah, se vomitano la nutella fa niente, saranno più belli la prossima volta. Ma vi assicuro che sono buoni lo stesso.

dovrebbero venire tipo così

 

un altro possibile ripieno

Published in: on 13/01/2011 at 21:30  Comments (8)  
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Viaggi culinari – Cominciamo male (dall’alto)

Il Signore ci scampi e liberi culinariamente dal Belgio. Non ho mai mangiato cosi’ male come li’. In Belgio si mangia talmente male che i belgi stessi mangiano in ristoranti esotici (mi hanno portata a cena prima al ristorante arabo, poi a quello australiano, e non credo fosse solo una cortesia, quanto piu’ una necessita’).

Potreste dire si’, ma il cioccolato? Sono allergica al cacao.

Allora: procuratevi della poltiglia di carne e dei nervetti, un’arancia e della pasta brise’. Sbucciate l’arancia in modo da tenere solo la scorza (tutta la scorza, eh?). BUTTATE VIA LA POLPA. Ora fate a tocchettini la scorza d’arancia. Mischiatela con la poltiglia e coi nervetti fatti anche loro a pezzetti, poi versate tutto al centro della pasta brise’, dando una forma a salame, dopodiche’ avvolgete la pasta brise’ e buttate tuttonel cess nel forno; dopo una ventina di minuti sfornate, lasciate che si freddi e affettate lo sgorb il salame.

Servite freddo come primo a un’italiana ignara. Se volete essere gentili, affiancatele una bacinella in cui vomitare.

TOCCHETTI DI SCORZA D’ARANCIA NELLA CARNE??? MA SIETE PAZZI???

Sappiate che non e’ stato divertente. Fate come me, se vi dovesse capitare di andare in Belgio, contrabbandate una bella confezione di crackers. E prenotate messicano.

Published in: on 13/01/2011 at 16:39  Comments (2)  
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